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Rapino

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La mugheta
La mugheta

Abitanti / Population: 1.452
Estensione / Size: 20,22 kmq
Altitudine / Altitude: 420 m
Pref.Telef. / Area Code: 0871
C.A.P / Poste Code: 66010

Il territorio del comune di Rapino ha una collocazione privilegiata all’interno del Parco Nazionale della Maiella. L’elemento naturale che lo contraddistingue è quello vegetale. L’occhio attento ne coglierà tutte le varietà cromatiche, in particolare la gamma dei verdi che definiscono colline coltivate e boschi montani. Immersi nel paesaggio circostante il centro storico, si possono cogliere forme e colori naturali: s’incontrano -così- il verde brillante dei campi e quello screziato d’argento degli uliveti. E poi ancora, risalendo il versante meridionale del Massiccio della Maiella, lo sguardo spazia dal paesaggio del bosco termofilo alla faggeta; poi, proseguendo aumenta l’intensità cromatica: è il verde della mugheta!
La roccia carsica di Rapino con le sue grotte e le sue sorgenti è stata -sin dal Paleolitico- dimora quotidiana e luogo di culto. Tutt’ora visitabili sono i siti archeologici della Grotta del Colle, in cui sono stati rinvenuti oggetti in bronzo e vasellame, bronzo di Rapino, III a.C.; e di Piano della Civita, dove sono ancora evidenti i resti di una fortificazione muraria

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Abazia di San Salvatore a Majella
Abazia di Sant'Antonio

 

 La montagna continua, nel corso dei secoli, ad ospitare la vita umana. E nel Medioevo il territorio di Rapino diviene luogo privilegiato dai monaci benedettini che qui fondano l’abbazia di San Salvatore a Majella, in un luogo che già portava il segno di un antico eremo.
Ma cosa e chi -si chiederà il visitatore- caratterizza la storia e l’attualità del centro di Rapino? Tra l’800 e il ‘900 alcune famiglie locali - i Vitacolonna, i Bozzelli e i Cascella- spinte forse da una propensione naturale per quest’arte avviano la produzione ceramista, trasformandola in tradizione.
Ieri come oggi l’abile mano dell’artigiano rapinese modella con vigore la creta che poi delicatamente decora, creando maioliche e vasellami di inconfondibile fattura.
Giungendo a Rapino non si può -dunque- non far visita al Museo della Ceramica dove è raccolta una prestigiosa serie di anfore, vassoi, cofanetti, piatti e maioliche. Ogni oggetto rappresenta, grazie alla capacità non solo plastica ma anche figurativa dell’artista, un’antologia di personaggi, mestieri e costumi della società rapinese.

 

Le maioliche di Rapino
Le maioliche di Rapino

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