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Pennapiedimonte

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I Valloni
I valloni

Abitanti / Population: 548
Estensione / Size: 47,13 kmq
Altitudine / Altitude: 669 m
Pref.Telef. / Area Code: 0871
C.A.P / Poste Code: 66010

Incastonata come un guscio madreperlaceo allo scoglio marino, Pennapiedimonte si erge -a quota 699 metri- sulla cresta di roccia calcarea del massiccio della Majella Orientale. E il visitatore, che arriva dalla valle sottostante ha davanti a sé -come lo stesso toponimo tende a ricordare- l’immagine di una pinna di pietra che si dirama ai piedi della montagna.
Oggi l’intero territorio di Pennapiedimonte, già dal 1881 Riserva Naturale del Feudo Ugni, è inserito nel Parco Nazionale della Maiella, impreziosendolo con i suoi tesori naturali e la valenza artistica del suo centro storico.
Il paesaggio di questo versante del Parco Nazionale della Maiella è caratterizzato da una natura aspra e selvaggia e il visitatore proprio da ciò rimane affascinato. Tagli sottili e profondi nella roccia madre -i valloni- sembrano il risultato dell’ira di un dio, in preda alla follia, e della sua spada con la quale ha sventrato la montagna…ma non l’ha uccisa.
Lungo la serie di valloni la natura ha ricostruito ricchi ecosistemi: nel versante più alto, si trovano le fitte faggete; e nel versante più basso già si estende una prima traccia di macchia mediterranea.
Risalendo la cresta rocciosa, partendo dal cuore stesso dell’antico centro di Pennapiedimonte, e ripercorrendo il viaggio proprio della transumanza verticale, si possono attraversare tortuosi sentieri come tagli perpendicolari della roccia.

Casa rupestre
Casa rupestre

Per il viaggiatore, abituato ai percorsi d’altura non sarà difficile raggiungere Monte Falcone, che con i suoi 2692 metri di altitudine, rappresenta la maggiore vetta di questa porzione di Parco Nazionale della Maiella. Le sue pareti a strapiombo, che sprofondano verso il letto del fiume Avello, costituiscono uno dei luoghi del Parco privilegiati dagli amanti del free climbing.
Tipico della roccia calcarea della Maiella è -inoltre- il fenomeno del carsismo da cui derivano numerose grotte, che impreziosiscono il territorio montano di Pennapiedimonte.
La più preziosa di queste cavità carsiche è la grotta Nera (1500 metri s.l.m.); il visitatore si addentra fino a 250 metri di cavità carsica; qui, stalattiti e stalagmiti rappresentano uno dei più spettacolari esempi europei di architettura di latte di monte. Ovvero una formazione molle e pastosa dai colori che vanno dal bianco cristallino al giallo dorato.
L’uso antropico di questi territori ha inizio nel periodo Neolitico, come testimoniano i numerosi ritrovamenti effettuati in Località Fontana. Nello stesso sito, a testimonianza che il luogo non fu mai abbandonato, sono stati ritrovati resti risalenti al periodo Italico.
Riguardo alla nascita del centro di Pennapiedimonte, un’antica leggenda popolare narra che il paese prenda origine da un villaggio indigeno denominato Pinna dei Frentani, divenuto in seguito Penna ed infine Pennapiedimonte.
L’attuale assetto urbanistico del paese, dal 1970 riconosciuto come monumento nazionale, preserva le caratteristiche case rupestri, scultorei corpi di pietra bianca che delimitano lo spazio tra cielo e terra.
La solida e bianca roccia della Majella ha determinato una naturale propensione degli abitanti di Pennapiedimonte per l’arte scultorea; innumerevoli scalpellini hanno forgiato le suggestive forme di un abitato completamente arroccato alla roccia. E il visitatore, nel suo saliscendi tra le viuzze del borgo, rimane affascinato dall’improvvisa vista, in fondo ai numerosi vicoli di portali, capitelli, cornicioni.
Risalendo gli antichi gradini bianchi e consumati delle strade del borgo, lo sguardo del viandante -fino ad allora contriso in una visione prospettica medioevale- si perde nell’orizzonte vasto coincidente la valle del Feudo Ugni: si è giunti al Balzolo

Il Balzolo
Il valzolo

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